Da Buonconvento ad Asciano

Posted on: novembre 11th, 2013 by Palazzo Ravizza

Imboccata da Siena l’antica via Francigena, vera autostrada del pellegrinaggio, ma anche arteria di scambi commerciali, culturali e artistici, che partiva da Santiago di Compostela per giungere fino a Roma e di qui a Brindisi, porto per la Terrasanta, ci si immerge in un paesaggio di amene colline.

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Lasciato alle spalle lo splendido paesaggio si arriva a Buonconvento.

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Buonconvento è un grazioso villaggio medievale che lascia piacevoli ricordi di buoni salumi toscani, buon vino a prezzi popolari e momenti gradevoli a tutti i viaggiatori.

Palazzo Ravizza vi consiglia di degustare la buona cucina della Trattoria Da Mario, dove potrete fare una sosta rilassante nella via centrale del borgo.

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Trattoria Da Mario, via Soccini 60

Una breve visita la merita il piccolo museo della mezzadria. E’ una vera full immersion nella campagna e nella società italiana di un tempo passato, fra macchinari, oggetti, suoni e tradizioni della vita contadina toscana.

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Museo della mezzadria, piazzale Giuseppe Garibaldi.

Terminata la visita al museo, si può prendere la strada che sale verso l’abbazia di Monte Oliveto Maggiore.

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Il paesaggio è uno dei più particolari e affascinanti della Toscana, il viaggiatore si ritrova immerso in bianche colline e calanchi chiamati crete.

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All’improvviso, nel latteo paesaggio, quasi lunare, si apre una oasi di verdi cipressi; siamo arrivati all’abbazia di Monte Oliveto, fondata nel 1313, dal professore di diritto dell’università di Siena, Bernardo Tolomei, il quale, all’età di quarant’anni, si ritirò a vita monastica e regola benedettina nelle terre di proprietà della sua facoltosa famiglia, chiamate “deserto di Accona”.

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Qui alla fine dell’Ottocento passò in cerca di relax e dipinti senesi da acquistare per la sua casa museo di Boston, Isabelle Stewart Gardner in compagnia dell’azzimato suo consulente storico artistico, Bernard Berenson.

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Negli stessi anni, il raffinato Paul Bourget nelle “Sensations d’Italie”, nel 1891, ricorda il suo tempo nel chiostro del monastero: “Non so quanto tempo mi ci vorrà per abituarmici, ma, fin dal mattino, e prima di mettermi al tavolo per scrivere, il fatto di vedere sopra la porta dei frammenti di un affresco del Sodoma ritrovati sotto l’imbiancatura di gesso, non è, per un innamorato appassionato di pittura religiosa, una sensazione così meravigliosa da fargli dimenticare venti piccole miserie di scomodità?”.

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Affresco conservato nell’abbazia di Monte Oliveto

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Affresco conservato nell’abbazia di Monte Oliveto

Continua Paul Bourget: “Quando arriva il momento dei pasti, ancora un altro vecchio dipinto domina la grande tavola apparecchiata nel refettorio dei novizi che adesso è adibita a sala da pranzo per i viaggiatori.

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Il refettorio

“Che luogo incomparabile è questo chiostro, coperto e rinchiuso da una vetrata, lungo il quale lo stesso Sodoma ha eseguito ventisei altri affreschi e otto Luca Signorelli! Entrambi vi hanno rappresentato quantità di figure di monaci, prendendo come testi i semplici episodi di questa leggenda di San Benedetto, che mescola i ricordi dell’ultima decadenza latina a quelli dei barbari e dei loro primi approcci.

L’uno, il Sodoma, aveva vissuto qui parecchio tempo, e si è compiaciuto in tutte le sorte di malizie, come quella di dare agli eretici o a dei dannati il volto dei frati verso i quali provava rancore, così come autoritrarsi vestito come Cavaliere di Malta, circondato da ricci e da porcellini d’India, i suoi animali preferiti. Signorelli, al contrario, ha soprattutto visto e copiato i religiosi contadini che portano gli zoccoli, zappano la terra, costruiscono muri”.

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Affresco del Sodoma

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Autoritratto del Sodoma

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Affresco conservato nell’abbazia di Monte Oliveto

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Affresco conservato nell’abbazia di Monte Oliveto

Lasciato il monastero, il viaggio può proseguire attraverso le crete senesi, verso il piccolo paese di Asciano.

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Fin dai tempi romani, Asciano è luogo di fabbriche di ceramica, ed ancora oggi potete trovare in piccoli negozi, semplici ma belli oggetti di coccio, tipicamente toscani.

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Se volete scoprire il bellissimo paesaggio attorno ad Asciano potete imboccare una stradina sterrata che parte dal cimitero del paese.

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