Da Monteriggioni a San Gimignano

Posted on: novembre 12th, 2013 by Palazzo Ravizza

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La scrittrice Francesca Sanvitale dipinge un bel ritratto di Monteriggioni: “ Le sue mura chiudono in un circolo l’apice del colle e da esse, solo un poco aggettanti, le torri si alzano massicce, e tronche sulla cima. Dall’alto, dove i secoli hanno consumato l’opera dell’uomo e la pietà della natura ha coperto di verde gli squarci troppo evidenti, si levano a volo stormi di uccelli, intessono sul vuoto al di là delle mura ghirigori e circoli in un misterioso pitagorico linguaggio. Tra vigne e uliveti sale una breve carreggiata che allontanandosi dalla strada senese si fa ripida e scoscesa, avvicina l’antica cittadella in una dimensione più imponente e grandiosa, una bassa porta, dopo la quale s’immaginano rovine sterpose e abbandonate, si apre tra le due torri del prospetto”.

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Estremo avamposto della città di Siena, il castello di Monteriggioni è raggiungibile prendendo la strada verso Firenze. Monteriggioni venne costruito agli inizi del Duecento, allorquando Siena, lo trasformò nell’imponente fortezza a protezione del confine nord nelle guerre contro la nemica Firenze. Sulle monete italiane, prima dell’euro, e su molti francobolli l’immagine dell’Italia era rappresentata come una bella donna con un diadema di torri: Monteriggioni, appunto, corona d’Italia.

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Proseguendo, lungo l’antica via Francigena, per le terre di confine di Siena e Firenze, in direzione di Colle Val d’Elsa, s’incontrano medievali “spedali”, gli antichi motel per pellegrini, come quello di Abbadia a Isola.

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Ecco quindi che si raggiunge Staggia, un’altra fortificazione, anch’essa fondata come Abbadia a Isola dalla contessa Ava della famiglia dei Lombardi nel X secolo.

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La struttura della fortificazione assomma elementi tardo trecenteschi (le torri circolari e i ponti) e una torre quadrata quattrocentesca dovuta, probabilmente, all’edificatore della cupola del duomo di Firenze: Filippo Brunelleschi.

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Il paese ha pure un’antica pieve e un piccolo museo con un grande capolavoro della pittura fiorentina del Rinascimento: la Maria Maddalena del Pollaiolo, dipinto dall’artista nella seconda metà del Quattrocento, quando venne ricoverato nell’ospedale della cittadina, essendosi ammalato a San Gimignano.

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Da Staggia potete proseguire per Colle Val d’Elsa.

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Girovagando per i piacevoli vicoli del centro storico, potrete visitare alcune botteghe artigiane del cristallo.

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San Gimignano, la “Pompei medievale”, che ha affascinato generazioni di artisti appare, passata Colle Val d’Elsa, da lontano, quasi magica sulla cima, come scrive il filosofo tedesco Walter Benjamin: “A chi venga da lontano subito il borgo sembra scivolato, di soppiatto come una porta, nella campagna. Esso non dà l’impressione che sia possibile raggiungerlo”.

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Raggiunta la sommità del paese si apre lo scenario dell’immensa campagna toscana che affascinò lo scrittore austro-toscano Curzio Malaparte: “A un tratto nella mia stanza entrano tutto il verde il grigio l’ocra dei campi e delle colline. E ultimo a entrare è l’azzurro lontano della Montagnola, velato dall’argento degli olivi di Poggibonsi e di Colle d’Elsa: tutta la campagna senese entra a forza nella mia stanza, e io mi trovo all’improvviso in mezzo al più femminile paese toscano, e lo ascolto parlare”.

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Nell’incantevole piazza della cisterna potrete fermarvi a gustare un buon gelato o saggiare qualche negozio di delicatessen locali, oppure per quanto concerne la lussuria, entrare nel palazzo comunale, dove sono infatti conservati dei rari affreschi della fine del Duecento, attribuiti a Memmo di Filippuccio, con soggetti erotici.

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Percorrendo questo itinerario Palazzo Ravizza vi suggerisce di fare tappa nei seguenti luoghi alla ricerca di prodotti particolari e di qualità.

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Laboratorio orafo Artemisia, via Antonio Gramsci 8, Monteriggioni

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Azienda agricola Setriolo, Loc. Setriolo 61, Castellina in Chianti

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Azienda agricola Setriolo, Loc. Setriolo 61, Castellina in Chianti

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Agriturismo Il Vecchio Maneggio, Loc. Sant’Andrea 22, San Gimignano

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