Itinerario del vino

Posted on: novembre 11th, 2013 by Palazzo Ravizza

“Guarda il calor del sole che si fa vino” (Dante Alighieri, Purgatorio – Canto XXV )

Il territorio di Siena è disegnato da vigneti, uliveti, borghi fortificati, castelli e paesini caratteristici che dominano ognuno il proprio splendido panorama. Percorrendo i reticoli di strade che attraversano queste colline si possono effettuare visite guidate alle cantine e compiere esperienze di degustazione di vini. Sono molte, nel Senese, le fattorie, le aziende vinicole e le cantine che orgogliosamente offrono il loro prodotto con passione.

Grandi, piccole, vecchie o nuove, tutte le aziende vinicole offrono la possibilità di degustare i loro pregiati vini. Il Chianti è una tra le zone collinari più belle della Toscana e forse dell’Italia. Famoso in tutto il mondo per la produzione di vino, questa regione si estende tra le province di Firenze e Siena. Il Chianti è da sempre legato al vino e alla sua cultura.

Queste sono alcune delle aziende che offrono la degustazione dei propri prodotti e una visita guidata alla produzione del vino:
Tra Gaiole e Radda in Chianti, il borgo di Ama è un piccolo gioiello di origini medievali posto sulle colline nel “cuore” del Chianti Classico, dove i vigneti si alternano agli oliveti intersecandosi con il bosco. ll borgo medievale di Castello d’Albola sorge in cima alle splendide colline chiantigiane, in un luogo incomparabile per il fascino della storia, per le suggestioni dell’arte e per il contesto agro-paesaggistico unico e di insuperabile armonia.

La Fattoria di San Giusto a Rentennano. Antichissimo monastero cistercense, poi indomito fortilizio.  La Badia di Coltibuono, l’abbazia del buon raccolto. Fondata dai monaci vallombrosani nel 1051. Contemporaneamente furono piantate le prime vigne. Nel XV secolo Coltibuono ebbe un ulteriore sviluppo sotto il patronato di Lorenzo de’ Medici. Una nuova generazione prosegue oggi nell’opera intrapresa dagli antenati. A San Gusmé, frazione del comune di Castelnuovo Berardenga, Remo Migli, storico produttore storico di Chianti Classico, vi accoglierà nella sua cantina nel cuore del paese.

Terre della Grigia, Montichiaro. La tenuta, posta su una ridente collina bagnata dal fiume Arbia, offre la possibilità di visitare i giardini della Villa, la Limonaia, la cantina tradizionale e la vinsantaia storica.
La Colombaia, Colle Val d’Elsa. Dante ed Helena, i proprietari lavorano la vigna come un grande giardino. Il metodo biodinamico gli permette di lavorare seguendo la percezione attiva dei ritmi della natura.

Il Senese naturalmente è costellato di piccole e grandi aziende, ognuna delle quali produce un vino diverso da degustare e assaporare. Gaiole, Radda e Castellina sono tra le principali località dove si concentra la produzione del vino Chianti Classico. Montalcino è la capitale del celeberrimo vino omonimo. Potete scegliere se organizzare un tour fai da te affittando un auto e viaggiando in libertà oppure affidarvi a una delle numerose agenzie che offrono tour organizzati di degustazione nelle principali aziende vinicole con partenza da Siena.

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Paesaggio nel Chianti

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La vendemmia presso l’azienda agricola La Colombaia nel cuore del Chianti Classico.

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Un momento della vendemmia presso l’azienda agricola La Colombaia nel cuore del Chianti Classico.

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Il trasporto dell’uva durante la vendemmia nei vitigni dell’azienda agricola del Castello di Ama.

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La raccolta dell’uva nei vitigni dell’azienda agricola del Castello di Ama.

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Grappolo d’uva.

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Dante ed Helena, i proprietari dell’azienda agricola La Colombaia. Dante e Helena lavorano la vigna come un grande giardino, il metodo biodinamico gli permette di lavorare seguendo la percezione attiva dei ritmi della natura, aiutando la vite a raggiungere i nutrienti minerali nella terra e attraverso la luce l’essenza e la freschezza dei frutti. L’attività in cantina è nel pieno rispetto del frutto mantenendo al minimo gli interventi, lavorando con sensibilità.

B

Veduta dell’azienda agricola La Colombaia. Un vigneto di 4 ettari circonda la casa e la cantina. Il suolo è argilloso calcareo ricco di conchiglie fossili. La fermentazione è spontanea con i lieviti indigeni presenti sul frutto. Il processo di estrazione è nel rispetto del ciclo naturale della fermentazione, senza l’uso di chiarificanti, filtraggi o stabilizzazioni. La solforosa aggiunta è esclusivamente in piccole dosi prima dell’imbottigliamento.

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L’ingresso della Fattoria San Giusto a Rentennano. Antichissimo monastero cistercense (per questo già denominato San Giusto alle Monache), poi indomito fortilizio, fu segnato a confine, secondo un trattato del 1204, fra i contadi di Siena e Firenze. Del castello rimangono le merlature guelfe del muro di cinta, le massicce mura a Barbacane e le cantine interrate.

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Cosimo e Anna, esponenti della numerosa famiglia Martini di Cigala, proprietaria della Fattoria di San Giusto a Rentennano dal 1914.

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L’ingresso alle storiche cantine interrate della Fattoria di San Giusto a Rentennano, ancora oggi utilizzate per la maturazione dei vini in botte.

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Il carico-scarico delle ceste di grappoli appena raccolti durante la vendemmia nei terreni dell’azienda agricola di San Giusto Rentennano.

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Fase della deraspatura (separazione tra grappolo dai raspi).

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Fase della deraspatura (separazione tra grappolo dai raspi).

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Fase della deraspatura (separazione tra grappolo dai raspi).

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Il trasporto dei grappoli dai filari e fase deraspatura presso l’azienda agricola del Castello di Ama.

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Vinsantaia dell’azienda agricola di San Giusto Rentennano.

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Dettaglio del metodo di appassimento delle uve per la produzione di Vin Santo.

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Still life.

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Un momento della fase di deraspatura presso l’azienda agricola di Montechiaro.

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Fase della folatura (rimescolamento della vinaccia con il mosto).

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Fase del rimontaggio (Per accelerare l’estrazione di colore, tannino ed aromi dalle bucce dell’uva – dove essi sono contenuti nella maggior quantità – una certa quota di mosto/vino viene periodicamente prelevata dalla base e pompata alla sommità della vasca in modo che il cappello, cioè le vinacce salite in superficie grazie alla produzione di anidride carbonica durante la fermentazione alcolica, vengano periodicamente bagnate da nuovo liquido lisciviando le sostanze che si vuole estrarre nel vino.)

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Fase del rimontaggio presso l’azienda agricola di Montechiaro.

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La cantina del Castello di Ama dove viene conservato il vino nelle botti di rovere.

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La cantina dell’azienda agricola di Montechiaro.

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La facciata principale dello storico palazzo dove ha sede l’azienda agricola di Terre della Grigia a Montechiaro.

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Alessandro Griccioli, titolare e responsabile marketing e vendita dell’azienda agricola Terre della Grigia a Montechiaro.

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Le vigne dell’azienda agricola Castello di Albola. ll borgo medievale di Castello d’Albola sorge in cima alle splendide colline chiantigiane, in un luogo incomparabile per il fascino della storia, per le suggestioni dell’arte e per il contesto agro-paesaggistico unico e di insuperabile armonia.

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Uno scorcio del Castello d’Albola. Appartenuta alle più nobili famiglie toscane, dal 1979 è di proprietà della Famiglia Zonin. Insieme al recupero e al restauro della villa e del borgo, sono stati ristrutturati anche i manufatti rurali.

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Dettaglio di una botte all’interno della cantina dell’azienda agricola di Montechiaro.

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La cantina dell’azienda agricola del Castello di Ama.

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Le vasche in acciaio per il vino.

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Fase di imbottigliamento, etichettatura e imballaggio del vino presso l’azienda agricola del Castello di Ama.

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Dettaglio delle bottiglie di vino conservate nell’infernotto del Castello di Albola.

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L’entrata all’infernotto del Castello di Albola.

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Terreni di vitigni presso Il Castello di Ama.

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Un momento di pausa durante la vendemmia presso l’azienda agricola La Colombaia.

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I resti fossili dei terreni del Chianti Classico presso l’azienda agricola La Colombaia.

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Particolare di un’opera d’arte contemporanea presso il Castello di Ama.

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Uno scorcio del borgo di Ama, a quasi 500 metri sul livello del mare. Cinque secoli fa intorno ad esso fioriva l’attività agricola e la produzione di vino curata da un gruppo di famiglie dell’epoca.

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Le vigne dell’azienda agricola Castello di Albola. ll borgo medievale di Castello d’Albola sorge in cima alle splendide colline chiantigiane, in un luogo incomparabile per il fascino della storia, per le suggestioni dell’arte e per il contesto agro-paesaggistico unico e di insuperabile armonia.

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Le terre adibite a vigne e uliveti presso il castello di Ama. Il territorio collinare di Ama è da sempre vocato a una viticoltura e olivicoltura di qualità.

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Still life.

M

Veduta del Castello di Ama. In Toscana, tra Gaiole e Radda in Chianti , il borgo di Ama è un piccolo gioiello di origini medievali posto sulle colline nel “cuore” del Chianti Classico, quello storico, dove i vigneti si alternano agli oliveti intersecandosi con il bosco. Alla fine del XII secolo s’insediò qui una famiglia nobile locale alla quale si attribuisce la costruzione del Castello, poi distrutto sul finire del medioevo. In seguito alcune famiglie nobili locali ne fecero un centro di produzione vinicola rinomato.

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Terreni di vitigni nel Chianti Classico, presso San Gusmé, frazione del comune di Castelnuovo Berardenga.

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Paesaggio di vitigni incorniciato da un’opera d’arte contemporanea presso Il castello di Ama.

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Dettaglio di una foglia di vite.

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La cantina del Monastero di Coltibuono nel Chianti Classico.

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Remo Migli, produttore storico di Chianti Classico, ritratto all’interno della sua cantina a San Gusmé.

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Dettaglio delle bottiglie di vino conservate nella cantina del Monastero di Coltibuono.

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La cantina di Remo Migli, produttore storico di Chianti Classico, a San Gusmé.

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La Badia di Coltibuono, l’abbazia del buon raccolto. Fondata dai monaci vallombrosani nel 1051, quale luogo di culto e di meditazione. Contemporaneamente furono piantate le prime vigne. Nel XV secolo Coltibuono ebbe un ulteriore sviluppo sotto il patronato di Lorenzo de’Medici. Nel 1810, sotto il dominio napoleonico, i monaci furono obbligati a lasciare Coltibuono. Negli anni successivi la proprietà fu venduta prima attraverso una lotteria e nel 1846 fu acquistata da Michele Giuntini, banchiere fiorentino e antenato degli attuali proprietari. Sotto la guida della famiglia Prinetti la fattoria fu trasformata in azienda affermandosi in Italia ed all’estero. Una nuova generazione prosegue oggi nell’opera intrapresa dagli antenati.

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Terreni di vitigni nei pressi del Castello di Brolio.

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Cantina del Castello di Albola.

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Dettaglio di una targa di Chianti Classico.

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