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Basilica dell’Osservanza, il gioiello del Quattrocento a Siena

Home > News > Basilica dell’Osservanza, il gioiello del Quattrocento a Siena
Postata il: 8 Maggio 2020

Per raggiungere una delle chiese più importanti della storia di Siena, occorre spostarsi di circa due chilometri dal centro storico: sul colle della Capriola sorge la Basilica dell’Osservanza, risalente al 1496.

Abbiamo suggerito di visitare questa chiesa nel post 5 Tappe Irrinunciabili poiché questa Basilica è sia il luogo che custodisce numerose opere d’arte del XV secolo, sia un valido pretesto per ammirare il panorama circostante, il verde che si estende all’orizzonte e si fonde con i colori del cielo, offrendo uno spettacolo di bellezza senza pari in ogni momento della giornata.

Cosa c’è all’interno della Basilica dell’Osservanza

Credits: LigaDue / CC BY-SA (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0)

Quella che possiamo vedere oggi è in reà una ricostruzione fedele al disegno originario, poiché la Basilica fu bombardata e gravemente danneggiata nel 1944. Il progetto di restauro fu molto ambizioso e per raggiungere l’obiettivo si usarono fotografie della chiesa e le testimonianze dei frati del convento, perciò il risultato è davvero unico.

La chiesa ha una navata unica ed è costruita in laterizi, con quattro cappelle per parete; la facciata esterna è molto essenziale, con una cupola molto a e un incantevole portico, caratterizzato da una tettoia spiovente.

Credits: Mongolo1984 / CC BY-SA (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0)

Tra le opere d’arte da menzionare ci sono il Trittico di Sano di Pietro della Madonna col Bambino e i santi Girolamo e Bernardino, una serie di terracotte invetriate, opera di Andrea della Robbia (i due tondi in controfacciata con San Ludovico di Tolosa e San Bonaventura, l’Assunzione di Maria della seconda cappella di sinistra e l’Annunciazione ai lati dell’arco del presbiterio), il gruppo scultoreo che raffigura la Pietà, di Giacomo Cozzarelli, posto sull’are della sacrestia, e il polittico del XV secolo di Andrea di Bartolo, raffigurante numerosi santi tra i quali San Giovanni Battista, San Francesco d’Assisi, San Pietro e San Giovanni evangelista.

Adiacente alla Basilica si trova il Museo Aurelio Castelli , che conserva arredi sacri, stampe, dipinti e opere miniate, tra cui il reliquiario di San Bernardino dell’orafo Francesco d’Antonio.

Basilica di San Bernardino o dell’Osservanza

Credits: I, Sailko / CC BY-SA (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0)

L’ro nome con cui è conosciuta questa chiesa è Basilica di San Bernardino da Siena, perché qui vi dimorò San Bernardino, mentre il nome Osservanza è legato all’Ordine dei Frati Minori cui è affidata.

Lo stile architettonico è rinascimentale e questa è una delle ragioni per cui non dovrebbe mancare questa tappa nel vostro itinerario; tutte le aggiunte architettoniche sono una testimonianza della rilevanza della Basilica, il cui progetto originario è stato attribuito a Giacomo Cozzarelli.

La cripta cimiteriale, accessibile scendendo dal lato est, per l’apertura al termine del loggiato, è caratterizzata da un ambiente dalle volte ampie e basse, a botte lunettata, in laterizi, terminanti con finestroni profondi sul lato destro.

Sulla parete di fondo, dietro all’attuale are moderno in travertino, si trovava in origine l’affresco del giudizio finale di Girolamo di Benvenuto, ora collocato nella parete di fondo del museo Aurelio Castelli che si trova nel convento.

Fino alla ristrutturazione seicentesca del convento la cella di San Bernardino si trovava al piano superiore, poi fu traslata nella cripta, per rimanere lì fino al 1939, quando fu individuata l’attuale posizione.

L’oratorio è dunque una ricostruzione del luogo che ospitò il Santo, effettuata con alcuni materiali originari e impreziosita di opere d’arte e reliquie.

Fra queste opere, sulla parete di fondo del primo vano, si nota la terracotta raffigurante San Bernardino in contemplazione, attribuita prima ad Urbano da Cortona, poi ad epoca più tarda e probabile copia dell’originale terracotta di Cozzarelli; sull’are della cella, il busto del Santo, proveniente dalla facciata della Chiesa e attribuito a Lorenzo di Pietro, detto il Vecchietta.

L’apertura della basilica è da lunedì alla domenica su richiesta, consigliamo di visitare il sito ufficiale per tutte le informazioni www.basilicaosservanza.it

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