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Enogastronomia

Vin Santo del Chianti, eccellenza da degustare in Toscana

Home > News > Vin Santo del Chianti, eccellenza da degustare in Toscana
Postata il: 29 Marzo 2018

Il connubio fra la Toscana e i vini di pregio è ben noto a tutti; abbiamo più volte consigliato degustazioni e parlato di vini prodotti in provincia di Siena come la Vernaccia o il Nobile di Montepulciano, i gioielli di un territorio dal fascino unico.

Il Vin Santo è uno dei prodotti tipici da scoprire durante una vacanza a Siena, perciò abbiamo pensato di raccontarvi le sue origini e la peculiarità del vino che nasce dalle uve di Trebbiano e Malvasia e che è stato definito, a ragion veduta, “magico”.

By Popo le Chien [CC0], from Wikimedia Commons

Le origini di questo vino sono leggendarie e il processo produttivo tradizionale è molto delicato, poiché richiede la raccolta dei migliori grappoli che vengono appassiti in modo deciso coricandoli su stuoie o appendendoli a ganci.
Ad appassimento avvenuto le uve vengono pigiate e il mosto (con o senza vinacce dipendendo dalla tradizione seguita) è trasferito in caratelli di legni vari e di dimensione variabile (in genere tra 15 e 50 litri). Il processo di invecchiamento può durare anche 10 anni!

Riguardo al nome esistono varie teorie che ne spiegano la nascita: si narra che nel 1439 il vescovo di Nicea, cardinale Bessarione, nel corso del Concilio indetto da Papa Eugenio IV abbia assaggiato del vino dolce toscano e abbia esclamato “Xantos”, riferendosi probabilmente al vino passito di Xantos. I presenti pensarono che il cardinale intendesse dire “santo” e così nacque il nome di questo vino.

La teoria più plausibile è quella del ciclo produttivo del Vin Santo, che spesso coincide con la Settimana Santa e quindi è legato alla liturgia cristiana.

Con cosa abbinare il Vin Santo

Tradizionalmente il Vin Santo si gusta con i dessert e, in particolare, con i cantucci; questi biscotti erano un tempo molto duri perciò si era soliti inzupparli nel Vin Santo.
Oggi ci si può deliziare anche mangiando prima i biscotti e poi sorseggiando il vino, accentuandone così il sapore dolce.
Le varietà che potete provare nella provincia senese sono il Vin Santo del Chianti Classico oppure l’Occhio di Pernice, prodotto con uve sangiovese.

Tuttavia non è indispensabile degustare il Vin Santo esclusivamente a fine pasto; secondo l’esperto giornalista gastronomico Luigi Veronelli, si tratta di un vino da meditazione, ovvero un vino che non bisogno di abbinamenti e va apprezzato per le sue singole caratteristiche.

Quale che sia la vostra preferenza, assaggiate il Vin Santo a Siena, scoprirete un mondo di aromi e fragranze che rimanda alle soavi colline e ai paesaggi riposanti di questa parte della Toscana.

Consigliamo inoltre la lettura dell’articolo Degustazioni guidate di vino nel centro storico di Siena per saperne di più sulle attività disponibili.

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